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*NONSOLOFOTO* – “APE E’ VITA” – FOTOGRAFIA DI © CESARINO BEGHI

Titolo della foto “APE E’ VITA”. Proponiamo in questa sezione gallery una fotografia davvero particolare, oltre alla bellezza dell’immagine, alla qualità dello scatto, vogliamo esaltarne il soggetto è l’importanza della sua presenza per la vita stessa.

Di Cesarino Beghi, Fotografo fotoamatore, Vice Presidente di Vedute D’Autore, Associazione culturale – Gruppo fotografico.


Le  domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35%  produzione globale di cibo.

Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.

Il loro lavoro è fondamentale per la produzione alimentare e per l’ambiente. E in questo, sono aiutate anche da altri insetti come bombi o farfalle. le colture più nutrienti e apprezzate della nostra dieta – molta frutta e verdura (come mele, fragole, pomodori e mandorle) – sarebbero duramente colpite da un calo numerico degli insetti impollinatori.

foto di repertorio – gentilmente concessa dall’amico Apicultore © Simone Melis e “Il Miele di Alice”

 

L’amore per le api fa si che questo piccolo insetto ti ricompensa con ciò che nei secoli l’uomo non ha mai valorizzato molto, ma non esiste in natura prodotto più genuino e salutare del miele, il nettare degli Dei.

Le api e gli altri insetti impollinatori giocano un ruolo essenziale negli ecosistemi: un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione. Se questi preziosi insetti sparissero, le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti. Chi impollinerebbe le coltivazioni? L’impollinazione artificiale è una pratica faticosa, lenta e costosa. Il valore di questo servizio, offerto gratis dalle api di tutto il mondo, è stato stimato in circa 265 miliardi di euro all’anno. Difendere le api è quindi nel nostro interesse, anche da un punto di vista economico.

Purtroppo, le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. In particolare, alcuni pesticidi costituiscono un rischio diretto per gli impollinatori: l’eliminazione delle sostanze chimiche più pericolose per le api è quindi il primo e più efficace passo da adottare per difenderli.

Negli ultimi 50 anni la produzione agricola ha avuto un incremento di circa il 30% grazie al contributo diretto degli insetti impollinatori.

A scala globale, più del 90% dei principali tipi di colture sono visitati dagli Apoidei e circa il 30% dai ditteri (tra cui le mosche), mentre ciascuno degli altri gruppi tassonomici visita meno del 6% delle colture. Alcune specie di api, come l’ape occidentale (Apis mellifera) e l’ape orientale del miele (Apis cerana), alcuni calabroni, alcune api senza pungiglione e alcune api solitarie sono allevate (domesticate); tuttavia, la stragrande maggioranza delle 20.077 specie di  apoidei conosciute al mondo sono selvatiche.

 

perché le api fanno le celle esagonali?
In geometria, la forma che riesce a contenere un volume più grande occupando uno spazio ridotto è la sfera.
Le api questo lo sanno bene, per tale motivo iniziano a costruire delle celle che abbiano una forma più che altro circolare.
Per evitare di lasciare spazio inutile tra un cerchio e l’altro, le api costruiscono le celle il più vicino possibile tra loro in modo tale che i cerchi avvicinandosi si deformino e creino con le altre celle dei lati in comune.
Questo assemblaggio dà vita alle forme esagonali che permettono di risparmiare spazio, di non sprecare cera (data la presenza di lati comuni) e di creare una struttura forte e salda.

Tutto questo è un connubio di geometria e ingegneria, massima resa con il minimo sforzo per rendere la struttura del favo resistente senza sprecare nulla.


 

Gli impollinatori svolgono in natura un ruolo vitale come servizio di regolazione dell’ecosistema. Si stima che l’87,5% (circa 308.000 specie) delle piante selvatiche in fiore del mondo dipendono, almeno in parte, dall’impollinazione animale per la riproduzione sessuale, e questo varia dal 94% nelle comunità vegetali tropicali al 78% in quelle delle zone temperate (IPBES, 2017). E’ stato dimostrato che il 70% delle 115 colture agrarie di rilevanza mondiale beneficiano dell’impollinazione animale (Klein et al., 2007); inoltre l’incremento del valore monetario annuo mondiale delle produzioni agricole ammonta a circa 260 miliardi di euro (Lautenbach, 2012). In Europa la produzione di circa l’80% delle 264 specie coltivate dipende dall’attività degli insetti impollinatori (EFSA, 2009).

Il ripristino degli habitat naturali, insieme ad una drastica riduzione degli input agro-chimici e alla “riprogettazione” agricola, è probabilmente il modo più efficace per evitare ulteriori diminuzioni o scomparse degli insetti impollinatori, in particolare nelle aree ad agricoltura intensiva.

Spesso si sente dire che con l’estinzione delle api sul nostro pianeta, l’intero mondo in cui viviamo smettere di funzionare o ancora che il mondo andrebbe in contro alla sua fine.

Verità  oppure leggenda popolare, le Api vanno difese e preservate per mantenere in perfetta efficienza l’intero ecosistema.

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