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*NONSOLOFOTO* – “UN UOMO CHIAMATO KING KONG” – FOTOGRAFIA DI © LUCA PERNICE

Valutazione
5/5
Titolo della Foto "Un uomo chiamato King Kong" - Il Gorilla. Così "Bestialmente" umano, pur trovandoci di fronte ad un animale, lo sguardo, l'atteggiamento e allo stesso tempo la forte sensazione che ci coglie al primo sguardo, è quella di non trovarci di fronte ad una bestia... Ed infondo, con una forte e provocatoria "riflessione", possiamo anche affermare che c'è più "bestia nell'uomo" che negli animali stessi.
Luca Pernice
Fondatore, fotoamatore e presidente Vedute d'Autore

C'è una frazione non piccola, del 15 per cento del genoma, che ci fa assomigliare parecchio al gorilla.

Lo scimpanzé è stato un grande inizio. Ma i genomi degli altri nostri parenti riveleranno molto di più. Il perché è presto detto: se troviamo una differenza tra noi e il più simile dei nostri cugini, sarà una novità scaturita nella nostra evoluzione o nella loro? Per saperlo occorrono altri termini di confronto. Da alcuni esperimenti fatti dopo l'estrazione del DNA del gorilla, pare siano emersi dei dettagli interessanti.

Uguali?

UGUALI, ANZI NO.Confrontando tutti e quattro i genomi, si scopre che l'uomo differisce dallo scimpanzé per l'1,37 per cento del genoma, dal gorilla per l'1,75 e dall'orango per il 3,4. Ma c'è comunque una frazione non piccola, del 15 per cento del genoma, che ci fa assomigliare parecchio anche al gorilla. E questo perché, nella nostra evoluzione c'è stato un bel po' di via vai genetico. Ad esempio perché la nascita di una specie non è un evento netto e le specie appena separatesi continuano a incrociarsi. E poi c'è il fatto che l'uomo si è separato dagli scimpanzé dopo essersi separato dai gorilla. Insomma, i geni dei diversi primati si sono rimescolati un bel po' prima che ciascuno prendesse le sembianze che ha ora. Il nostro genoma si dimostra quindi un complesso mosaico di sequenze di varia origine. E lo stesso vale per l'espressione e il funzionamento dei geni, e quindi dell'organismo. Una parte della nostra fisiologia è più da gorilla che da scimpanzé. Nell'aspetto esteriore, l'organo più simile al gorilla è l'orecchio.

leggere il libro della vita dei nostri parenti più stretti ci racconta molto...

Dal genoma del topo o del maiale speriamo di ricavare farmaci migliori e organi di ricambio. Il gorilla e l'orango, in questo senso, non ci servono a molto. Resta comunque importante leggere il libro della vita dei nostri parenti più stretti, ci racconta cosa ci ha portato su questo mondo, e perché abbiamo avuto questo straordinario successo.

DNA Simile a quello umano

IL DNA dell'uomo e quello del gorilla sono più simili di quanto ipotizzato finora: lo rivela il cromosoma maschile Y, messo 'a nudo' grazie ad una nuova tecnica di sequenziamento più veloce e meno costosa che potrà essere utile non solo a proteggere i gorilla dal rischio estinzione, ma persino a studiare le malattie genetiche legate al sesso maschile, infertilità inclusa. La scoperta è quella che il cromosoma Y del gorilla e quello dell'uomo sono più simili fra loro di quanto non lo siano rispetto a quello dello scimpanzé, sotto diversi punti di vista

Nelle regioni del cromosoma che possono essere allineate e confrontate fra le tre specie, la somiglianza per quanto riguarda la sequenza ci conferma quanto sappiamo dagli studi evolutivi, e cioè che l'uomo è più vicino allo scimpanzé" Il cromosoma Y dello scimpanzé, però, sembra aver subito più cambiamenti nel numero dei geni e contiene un numero diverso di elementi genetici ripetitivi rispetto all'uomo e al gorilla. Inoltre il cromosoma maschile del gorilla presenta più sequenze che possono essere allineate con quello dell'uomo rispetto al cromosoma Y dello scimpanzé.

L'uomo è più inteligente della scimmia

Il nostro cervello-possiede capacità cognitive che lo rendono unico e l’identificazione nella corteccia cerebrale umana degli interneuroni dopaminergici, non presenti in quella delle grandi scimmie africane come scimpanzé, bonobo e gorilla, costituisce un passo importante nella comprensione di cosa ci rende umani. Rispetto agli scimpanzé, gli esseri umani subiscono un massiccio boom nella crescita della sostanza bianca e nelle connessioni tra le cellule cerebrali nei primi due anni di vita. L'uomo è più intelligente rispetto ai suoi più vicini parenti viventi, si è scoperto anche perché i primi due anni di vita svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo umano."Ciò che è veramente unico nel suo genere per noi è che il nostro cervello sperimenta rapidamente la creazione della connettività cerebrale nei primi due anni di vita. Questo probabilmente aiuta a spiegare perché i primi anni di vita umana sono così importanti perché permettono di acquisire il linguaggio, le conoscenze culturali e tutte quelle cose che ci rendono 'umani'.

Studi precedenti avevano dimostrato che il cervello umano passa attraverso una rapida espansione in termini di 'connettività', ma non era chiaro perché l'uomo fosse l'unico tra le grandi scimmie (scimpanzé, gorilla, orango e uomo) ad avere questa caratteristica. Per dimostrare che l'uomo è davvero superiore, almeno in termini di intelligenza, i ricercatori avevano bisogno di dimostrare che era diversa da quella nei nostri parenti più prossimi. Attraverso alcune analisi svolte nei laboratori giapponesi che hanno effettuato la risonanza magnetica (MRI) del cervello di tre cuccioli di scimpanzé, gli scienziati hanno confrontato i dati delle scansioni cerebrali con quelle di sei macachi e di 28 bambini giapponesi. Hanno così scoperto che gli scimpanzé e gli esseri umani avevano entrambi uno sviluppo rilevante del cervello soprattutto nei primi anni di vita, rispetto ai macachi. "L'aumento del volume totale cerebrale durante la prima infanzia e la fase giovanile negli scimpanzé e negli esseri umani è stata circa tre volte superiore a quella di macachi" spiegano i ricercatori. Ma il cervello umano si amplia molto di più rispetto a quello degli scimpanzé durante i primi anni di vita. E ciò avviene perché vi è un forte crescita delle connessioni tra le cellule del cervello, che si manifesta con l'aumento della sostanza bianca.

Curiosità... quanto è forte un gorilla.

È capace di stritolare un coccodrillo con le sue possenti braccia. Infatti, sono proprio gli arti superiori che sono formati da tanti muscoli che servono ai gorilla per lottare, per camminare e rimanere in piedi. il gorilla, hanno una forza molto più grande rispetto agli esseri umani. Far arrabbiare un gorilla potrebbe essere pericoloso, perché l’energia che sprigiona è circa 4 volte quella di un uomo comune. Infatti, riesce a spezzare i bastoni di bambù e gli involucri dei frutti più duri senza mettere troppo impegno. Il gorilla riesce a sprigionare fino a 450 chilogrammi di potenza, mentre un uomo in perfetta forma fisica non può superare i 100 chilogrammi. Ebbene sì, c’è una bella differenza: la forza degli uomini è 4 volte inferiore a quella di un gorilla. Questa è l’energia necessaria al maschio alfa per mantenere il suo ruolo di capo all’interno del gruppo di primati. Inoltre, è grazie alla forza dei suoi muscoli che un gorilla diventa il leader. Infine, quando manca un capo che guidi il branco sarà l’esemplare più forte quello a cui spetterà di accoppiarsi con le femmine e di guidare i propri simili alla ricerca di cibo. il gorilla può alzare fino a 815 chili. Un uomo ben allenato arriva al massimo a 410 chilogrammi, cioè la metà del peso rispetto a quello dei gorilla. È vero, i gorilla possono alzare centinaia di chili al massimo sforzo e sono capaci di spezzare degli oggetti che per noi esseri umani è impossibile. I gorilla non sprigionano tutta questa potenza facilmente, infatti non sono assolutamente aggressivi, ma lo diventano solo quando si sentono minacciati da pericoli esterni o da altri esemplari che sfidano il maschio alfa.

5/5
Valutazione foto 5 stelle (su 5)
Primo piano eccezionale, una foto davvero suggestiva, impressionante lo sguardo colto dell’animale che rende, in chi osserva la foto, quasi una reale sensazione di vera umanità pur essendo di fronte ad un essere vivente non umano. Più si osserva l’immagine e più la nostra coscienza si domanda (quasi a volersi negare) se davvero il soggetto fotografato sia una “bestia”… perchè di bestia non ha nulla…
Complimenti a Luca Pernice.

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